U.Z.C. – La storia segreta

Un documentario di Massimo Garlatti-Costa

Una storia segreta, venuta alla luce dopo oltre cinquant’anni, che mostra i giochi di potere ai confini dell’Italia e la costruzione della democrazia dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Dettagli: FULLHD, 55′, Italia
Tema: storico
Soggetto: Massimo Garlatti-Costa, Anna Piazza, Marta Zaccaron
Storici: Andrea Di Michele, Aldo Giannuli, Stefan Lechner, Jože Pirjevec, Carlo Romeo, Roberto Spazzali
Consulenza storica: Diego D’Amelio
Produttore: Marta Zaccaron
Produzione: Quasar Multimedia
Status: in distribuzione
Con il sostegno di: Business Location Südtirol – Alto Adige (BLS), Fondo Audiovisivo FVG, FVG Film Commission, Consorzio Culturale del Monfalconese

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia si trovò a dover gestire il destino di due regioni di frontiera, abitate da consistenti minoranze nazionali e contese da due Stati confinanti: da una parte l’Alto Adige/Südtirol, dove il gruppo tedesco reclamava il diritto di autodeterminazione per ricongiungersi con l’Austria; dall’altra la Venezia Giulia, rivendicata dalla Jugoslavia comunista di Tito. Per fronteggiare le sfide provenienti da queste aree, il presidente del consiglio Alcide De Gasperi decise di istituire un ente con poteri speciali, denominato Ufficio zone di confine. La responsabilità politica del nuovo organismo venne affidata al giovane Giulio Andreotti, deputato dell’Assemblea costituente e sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Nel 1946 nacque così l’UZC, rimasto in vita fino al 1954 con l’obiettivo di rinforzare e mantenere l’italianità in territori connotati da importanti frizioni nazionali e, nel caso di Trieste, ideologiche. L’obiettivo del documentario è raccontare il difficile passaggio al dopoguerra di quei territori e i mezzi utilizzati dalla neonata Repubblica italiana per il mantenimento della sua integrità territoriale, non solo attraverso la storia «conosciuta» dell’UZC, ma anche attraverso le sue attività «riservate».

Ciò è reso possibile dalla possibilità di attingere alla documentazione dell’Ufficio, rimasta inaccessibile per oltre cinquant’anni e recentemente venuta alla luce, grazie al riordino svolto dall’Archivio della Presidenza del consiglio. Il caso dell’UZC è estremamente significativo, perché esso rappresenta un laboratorio per capire come venne ricostruita la democrazia italiana dopo il disastro bellico e il crollo delle istituzioni. Indagare la strategia perseguita durante il lungo dopoguerra significa comprendere quali furono le novità e quali invece i trascinamenti di mentalità, di metodi e di cultura politico-nazionale delle parti coinvolte (personale burocratico, politici, protagonisti locali), quali urgenze si manifestarono al Brennero, quali forme assunse la «difesa dell’italianità» del confine orientale, in che modo essa intrecciò aspetti nazionali (Italia contro anti-Italia) e ideologici (anticomunismo contro comunismo), quale fu il trattamento che il nuovo Stato riservò alle minoranze.