Mohamed e il pescatore

Un documentario di Marco Leopardi

Una piccola grande storia di un incredibile salvataggio nel Mediterraneo, dell’ultimo sopravvissuto al naufragio di una carretta del mare, dopo una settimana senza acqua ne cibo. La storia di un re-incontro che porta con sé speranza ed umanità.

Dettagli: FullHD, 52’, Italia, 2013
Tema: Società, Diritti Umani
Autori: Ludovica Jona, Marta Zaccaron e Marco Leopardi
Regia: Marco Leopardi
Musiche: Francesco di Bella
Produttore: Marta Zaccaron
Produzione: Quasar Multimedia
Status: in distribuzione
Con il supporto di: MEDIA Sviluppo e Fondo Audiovisivo FVG. Sviluppato a Eurodoc 2011.

 Festival: Trieste Film Festival – Gennaio 2013; Festival of Migrant Film (Slovenia) – Giugno 2013; EIFF Ecologico International Film Festival – Agosto 2013; Dhaka International Film Festival – Gennaio 2014; Fresco Film Festival (Armenia) – Giugno 2014.
Premi: Premio speciale del pubblico al Festival del Documentario d’Abruzzo 2013; Premio “Religioni e Società” al Religion Today Film Festival 2013, Finalista al Prix Europa 2013; 5° classificato all’URTI International Radio and Television Union 2014.

Mohamed è un giovane ragazzo africano che vive alla periferia di una grande città europea, si mantiene facendo lavori saltuari e vive i un appartamento assieme ad altre 5 persone E’ uno dei tanti immigrati arrivati in Europa attraverso la “porta Sud”: il Mediterraneo. Apparentemente è un ragazzo come tanti, ma la sua storia ha dell’incredibile. Mohamed infatti, è arrivato in Italia – e precisamente a Lampedusa – dopo un viaggio spaventoso: è rimasto per quasi una settimana in mezzo al Mar Mediterraneo (tra la Libia e la Sicilia) aggrappato ad una tavola di legno.
È l’unico sopravvissuto tra le 47 persone che sono partite con lui, su un gommone di trafficanti di uomini. Nei sei giorni di viaggio, ha visto impazzire, rassegnarsi, lasciarsi andare e morire, tutti i suoi compagni di viaggio uno ad uno. Tutte le imbarcazioni incontrate mentre il gommone cominciava ad imbarcare acqua e poi a sfaldarsi, si erano allontanate alle loro richieste di aiuto. Tranne una, quella di Vito Cittadino, un brioso e coraggioso capitano Mazarese, che ha salvato Mohamed, quando ormai era in fin di vita. Mohamed ha poi ottenuto il permesso umanitario come rifugiato in Italia, ma non trovando lavoro è andato in Francia, da alcuni parenti. Lì però non avrebbe il permesso di lavorare. Il capitano Vito ricorda che questo salvataggio è stato davvero un caso, un miracolo. A quel ragazzo pensa spesso: dice che è stato il più speciale dei salvataggi. Quel giovane è come un figlio, perché è come se Vito gli avesse dato la vita: “È una fortuna trovare una persona così: prima di tutto per lui che si è salvato, ma anche per me, che mi sento come graziato da Dio, perché è stato come se attraverso di lui io avessi fatto un miracolo!” Il capitano, venuto a conoscenza della difficile situazione attuale del ragazzo, tramite dei conoscenti comuni, lo ha invitato a raggiungerlo a Mazara del Vallo, e gli ha promesso di insegnargli il mestiere di pescatore e tenerlo a lavorare con sé.