Il dilemma dell’identità
Donne ai confini dell’Impero

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Un documentario di Sabrina Morena

Un viaggio personale tra passato e presente ai confini italiani dell’ex-impero austro-ungarico, per scoprire le storie di quelle donne che hanno lottato per l’affermazione della propria identità alla caduta dell’impero.

Dettagli: FULLHD, 52’, Italia, Austria, Slovenia
Tema: Storico, Donne, Punto di vista dell’autore
Soggetto: Sabrina Morena
Produttore: Marta Zaccaron
Co-produttore: Ida Weiss
Produzione: Quasar Multimedia
Co-prodotto da: Bela Film
Status: in pre-produzione
Con il sostegno di: Fondo Audiovisivo FVG, Fondazione Museo Storico del Trentino

Vivere in un territorio di confine è come stare in equilibrio su una corda tesa – una specie di funambolismo dell’essere – dove riesci a restare in piedi a seconda dell’intensità del vento della Storia. Se soffia debole e costante puoi stare in equilibrio tra le identità, se invece spira forte e violento sei costretta a scegliere da che parte cadere, andando però a perdere la tua condizione di equilibrista e il gioco fra le diverse identità.
Nei primi del Novecento, Trieste è una ricca città portuale ed emporiale dell’Impero Asburgico, in cui c’è una vivace vita culturale sia italiana che slovena, e anche tedesca. Eppure  il mondo sloveno e italiano non si conoscono e non si toccano. Si contrappongono per le aspirazioni nazionali che preludono gli scontri della Prima Guerra Mondiale. Nella città più laica dell’Impero Asburgico le  donne hanno lo stesso desiderio di riscatto delle altre donne europee che chiedono con forza il diritto di voto e altri diritti. Ma al pari degli uomini, le donne triestine sono coinvolte nella questione dell’identità e saranno costrette a fare delle scelte.

Pavla Hočevar è nata a Vienna e ha studiato a Lubiana per il diploma di maestra, uno dei mestieri intellettuali consentito alle donne. Nel 1910 inizia a insegnare a Trieste nelle scuole popolari della Società dei Santi Cirillo e Metodio, per rafforzare la coscienza nazionale slovena.
A Trieste vive anche Marica Nadlišek Bartol, scrittrice e la prima redattrice della rivista Slovenka, la prima rivista femminile slovena. Anche Marica è una maestra e insegna nella scuola di S. Giovanni, quartiere di Trieste a maggioranza sloveno. Fa scandalo perché va in bicicletta e si veste alla moda. Ma con il matrimonio e la maternità Marica è costretta però ad abbandonare  completamente la professione di redattrice e di insegnante.
Elody Oblath è un intellettuale e scrittrice di origine ebrea ungherese, si sente italiana ma è intrisa di cultura tedesca. Come gli amici Scipio Slataper e Giani Stuparich è dapprima su posizioni europeiste poi diventa irredentista e aspira al ricongiungimento di Trieste all’Italia.
Nel mondo socialista agisce Giuseppina Martinuzzi, istriana di Albona di origini friulane, che per 30 anni ha insegnato a Trieste nelle scuole popolari dei quartieri poveri della città. Ormai in pensione, è un’importante dirigente socialista, eletta in consiglio comunale, femminista e fervente sostenitrice del dialogo  italo-slavo.
Pavla, Marica, Elody e Giuseppina vivono i momenti che precedono il conflitto e la guerra ciascuna in modo diverso. Pavla spera nella formazione di uno stato degli Slavi uniti, anche Marica nutre la stessa inquietudine per il futuro, seppur preoccupata per i quattro figli. Elody parte con Scipio Slataper e Giani Stuparich per Firenze. I due giovani si arruolano nell’Esercito Italiano e vanno a combattere sul fronte. Giuseppina, non potendo fermare il conflitto, spera nell’esito positivo della rivoluzione russa. Diverso è l’atteggiamento delle donne austriache che continuano a sostenere nell’Impero multinazionale. Alice Schalek è una giornalista e fotografa viennese di origine ebraica. Allo scoppio della guerra è stata la prima donna a essere accreditata come reporter di guerra e racconta con numerose fotografie il Fronte dell’Isonzo.
L’annessione di Trieste al Regno d’Italia e le prime azioni fasciste cambiano il loro destino: Pavla e Marica sono costrette a trasferirsi a Lubiana nel Regno di Jugoslavia perché le loro scuole vengono chiuse e sono perseguitate dalle milizie fasciste in quanto slovene; Giuseppina ormai ottantenne, ritorna ad Albona dove non sfugge alla violenza fascista, e poco dopo muore; solo Elody Oblath resta a Trieste a commemorare gli amici morti in guerra.
Quattro destini sui quali ha soffiato il vento della Storia scompaginando i progetti di vita e costringendo a scelte obbligate. Quattro donne diverse che si specchiano le une nelle altre ricreando pensieri ed emozioni di un periodo in cui si rompevano gli equilibri e cambiava il mondo.

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