Donne in corriera

Un documentario di Michele Codarin e Marta Zaccaron

Una corriera che settimanalmente parte da un paese della Provincia di Udine per il Marocco, al fine di ricondurre a casa per le vacanze gli emigranti ormai stabilitisi nel Nord Italia. Un viaggio lungo e faticoso per ritornare a casa, riabbracciare i parenti, sentire il caldo secco del Nord Africa, celebrare il rito del tè, rivedere gli amici nelle strade polverose dei villaggi natii. Un viaggio per ricordarsi da dove si è partiti, domandarsi se l’identità riguarda il proprio presente o il proprio passato.

Dettagli: Betacam SP, 42’, Italia, Marocco, 2006
Tema: Società, Donne
Soggetto: Maria Pia Tamburlini e Lucia Coszach
Sceneggiatura: Maria Pia Tamburlini e Michele Codarin
Musiche: Paolo Corberi
Produzione: Quasar Multimedia e La Giordola
Status: in distribuzione
Con il sostegno di: Comune di Udine, Regione Autonoma FVG e Associazione Culturale “La Giordola”.

Festival: Calendidonna (Udine) Marzo 2006; MoliseCinema – Agosto 2006; Alpe Adria Cinema (Trieste) – Dicembre 2006; NonSoloBarocco (Modica) – Aprile 2007; La Manifattura (Bologna) – Luglio 2007.

Questo documentario è nato dalla scoperta di un servizio di corriere, che da Torviscosa (Udine,Italia) giunge fino in Marocco, a Fqi Ben Salah (Beni Mellal), a sud di Casablanca. I passeggeri sono centinaia di marocchine e marocchini, che lavorano in Italia, nelle varie regioni del nord. Ogni anno, in particolare, ritornano nel loro Paese per le vacanze numerose donne con o senza bambini: casalinghe, collaboratrici ed assistenti familiari, operaie. Abbiamo voluto conoscere, attraverso la viva voce delle protagoniste e le loro esperienze, le difficoltà da loro incontrate nel venire in contatto con la società e la cultura occidentali e gli adattamenti, rispetto alla cultura di origine, che hanno dovuto adottare per integrarsi nel Paese e nel territorio di accoglienza. Comprendere le problematiche che emergono rientrando nel Paese di origine, gli atteggiamenti che quasi inevitabilmente devono essere assunti, per essere accettate, nonostante il tradimento della partenza. Valorizzare le modalità di accoglienza attivate in Italia e nel contempo prendere atto dei limiti che ancora sussistono e rendono queste donne straniere qui e in patria per aiutarle a superarli.

 

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