Dona Zefa da Guia e il Dono Divino

Un documentario di Marta Zaccaron

Per lei, aiutare le donne a partorire è una vocazione ed un dono divino. Con l’aiuto di erbe medicinali, riti spirituali e santi scomunicati, Dona Zefa aiuta centinaia di donne a partorire, in un Brasile ancora molto legato al passato. Per lei, aiutare le donne a partorire è una vocazione ed un dono divino. Con l’aiuto di erbe medicinali, riti spirituali e santi scomunicati, Dona Zefa aiuta centinaia di donne a partorire, in un Brasile ancora molto legato al passato.

Dettagli: FullHD, 52’, Italia, Brasile, 2012
Tema: Società, Donne
Soggetto, Sceneggiatura: Natalia Mansano
Regia: Marta Zaccaron
Produttori: Marta Zaccaron e Natalia Mansano
Produzione: Quasar Multimedia
Status: in distribuzione

Festival: Trieste Film Festival – Gennaio 2013; VicinoLontano (Udine) – Maggio 2013; Religion Today Film Festival – Ottobre 2013; Cervignano Film Festival – Settembre 2013; Fresco Film Festival (Armenia) – Giugno 2014.
Premi: Primo Premio all’EtnofilmFest 2013 (Italia).

In un isolato villaggio chiamato Quilombola, nel Nord Est del Brasile Dona Zefa lavora come levatrice rurale. Ha sangue indios, non sa né leggere né scrivere, e nella sua attività adotta un mix di pratiche sia della tradizione afro-indigena sia preghiere cristiane, insieme a molta esperienza e ad una forte sensibilità. Tutto questo sembra funzionare, dato che non le è mai morto un neonato né una madre, in più di 50 anni di lavoro. Dona Zefa non è solo una levatrice rurale, ma è anche un punto di riferimento per tutta la comunità e una consigliera spirituale: lei dice di essere profondamente Cristiana, ma i santi che venera sono scomunicati dalla chiesa. Allo stesso tempo pratica rituali per guarire e proteggere le persone contro gli spiriti maligni.
Afferma di lavorare sotto l’influenza di tre guide spirituali: il primo è “O Boiadero”(il cowboy) che le dà la calma ed il sangue freddo per agire; il secondo è “O enfermeiro”(l’infermiere) che le dà le capacità mediche; ed il terzo è “A Rainha das Aguas”(la regina delle acque) che le dà la gentilezza. Nel documentario vediamo Dona Zefa lavorare come levatrice nella piccola stanza che ha costruito vicino alla sua casa e che usa come maternità. Non ha quasi niente lì ma la sua esperienza, le erbe ed i riti che usa e pratica sostituiscono ciò che manca. La vediamo visitare due donne incinte, una delle quali partorirà il giorno seguente. Tra una nascita e l’altra la sua casa è sempre piena di persone e lei dà consigli a tutti o discute su come risolvere i problemi della comunità, ospita anche una sua vecchia amica che soffre di problemi nervosi e la sottopone a dei riti per scacciare gli spiriti maligni nella piccola cappella. Da fuori molte persone spesso percorrono anche una lunga strada per venire a trovarla e farsi fare un rito di guarigione.