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MOHAMED E IL PESCATORE

Titolo: MOHAMED E IL PESCATORE
Durata: 52 min.
Formato: FullHD
Regia: Marco Leopardi
Autori: Ludovica Jona, Marta Zaccaron e Marco Leopardi
Ricercatrice: Ludovica Jona
Montaggio: Giorgio Milocco
Musiche: Rosario di Bella
Suono: Francesco Morosini, Matteo De Angelis
Produttore: Marta Zaccaron
Produzione: Quasar Multimedia
Pagina Facebook: http://www.facebook.com/MOHAMEDEILPESCATORE

 

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Una piccola grande storia di un incredibile salvataggio nel Mediterraneo, dell'ultimo sopravvissuto al naufragio di una carretta del mare, dopo una settimana senza acqua ne cibo. La storia di un re-incontro che porta con sé speranza ed umanità.

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SINOSSI

Mohamed è un giovane ragazzo africano che vive alla periferia di una grande città europea, si mantiene facendo lavori saltuari e vive i un appartamento assieme ad altre 5 persone E' uno dei tanti immigrati arrivati in Europa attraverso la "porta Sud": il Mediterraneo. Apparentemente è un ragazzo come tanti, ma la sua storia ha dell'incredibile. Mohamed infatti, è arrivato in Italia - e precisamente a Lampedusa - dopo un viaggio spaventoso: è rimasto per quasi una settimana in mezzo al Mar Mediterraneo (tra la Libia e la Sicilia) aggrappato ad una tavola di legno.

E' l'unico sopravvissuto tra le 47 persone che sono partite con lui, su un gommone di trafficanti di uomini. Nei sei giorni di viaggio, ha visto impazzire, rassegnarsi, lasciarsi andare e morire, tutti i suoi compagni di viaggio uno ad uno. Tutte le imbarcazioni incontrate mentre il gommone cominciava ad imbarcare acqua e poi a sfaldarsi, si erano allontanate alle loro richieste di aiuto. Tranne una, quella di Vito Cittadino, un brioso e coraggioso capitano Mazarese, che ha salvato Mohamed, quando ormai era in fin di vita. Mohamed ha poi ottenuto il permesso umanitario come rifugiato in Italia, ma non trovando lavoro è andato in Francia, da alcuni parenti. Lì però non avrebbe il permesso di lavorare. Il capitano Vito ricorda che questo salvataggio è stato davvero un caso, un miracolo. A quel ragazzo pensa spesso: dice che è stato il più speciale dei salvataggi. Quel giovane è come un figlio, perché è come se Vito gli avesse dato la vita: “E' una fortuna trovare una persona così: prima di tutto per lui che si è salvato, ma anche per me, che mi sento come graziato da Dio, perché è stato come se attraverso di lui io avessi fatto un miracolo!" Il capitano, venuto a conoscenza della difficile situazione attuale del ragazzo, tramite dei conoscenti comuni, lo ha invitato a raggiungerlo a Mazara del Vallo, e gli ha promesso di insegnargli il mestiere di pescatore e tenerlo a lavorare con sé.

NOTE DI REGIA

Il documentario sviluppa la narrazione in forma parallela (alternata). Le storie di Mohamed e Vito sono raccontate attraverso le loro voci narranti e in presa diretta. Le voci fuori campo sono preponderanti rispetto alla presa diretta che è invece privilegiata quando i protagonisti esprimono contenuti importanti o di particolare coinvolgimento emotivo. Il documentario si avvale di differenti tipologie di immagini. Il racconto dell’oggi (il viaggio, gli ambienti famigliari e lavorativi, l’incontro) è descritto con una fotografia molto vicina ai personaggi, ma che allo stesso tempo valorizza anche gli ambienti e i luoghi dove si svolgono le azioni. Questa scelta prevede l’uso della macchina a mano e del cavalletto. Nella scena conclusiva sono state usate due telecamere, necessarie per seguire meglio entrambi i protagonisti. Per ottenere un’ottima resa fotografica abbiamo usato lo standard DVC PRO HD100 (Panasonic 900) usato in progressivo. Più complesso l’uso delle immagini necessarie a sostenere i ricordi del tragico naufragio. Indispensabile è stato il ricorso ad immagini di repertorio (relative ai salvataggi in mare e agli sbarchi degli immigrati) necessarie per dare un volto concreto al dramma dei viaggi della speranza. Ma altrettanto importanti sono le immagini evocativo-simboliche (non retoriche), capaci di dare spessore a sensazioni, stati d’animo, ricordi. Riguardo a quest’ultima modalità, alcune inquadrature sono state realizzate sott’acqua. Immagini subacquee fisse in campo largo. Fondali, pelo dell’acqua, sole e imbarcazione visto dal fondo sono capaci di evocare il luogo dove sono morte migliaia di persone, la loro tomba comune. Il silenzio del mare visto da sott’acqua rappresenta la metafora di molta umanità che non ascolta il dolore degli altri. Altre immagini evocative straordinariamente significative sono quelle dei resti delle imbarcazioni usate per i viaggi della speranza riprese nei depositi di Pozzallo. Anche gli oggetti personali dei naufraghi sono importanti elementi per ricordare gli accadimenti.

INFORMAZIONI DI BACKGROUND

Mazara del Vallo è una cittadina della Sicilia orientale che vive essenzialmente di pesca e possiede la più importante flotta di pescherecci d'Italia. Si trova in uno dei punti più meridionali d'Europa e per la sua posizione “di confine” ha un'architettura caratterizzata dall'influenza di diverse culture. Conserva tracce ancora evidenti della dominazione araba (827-1072 D.C.) soprattutto nel centro storico, chiamato "Kasbah" , che è costituito da vicoli stretti e tortuosi e da case con il cortile interno. Nei tempi recenti, Mazara del Vallo è nota per l'alto livello di integrazione sociale degli immigrati tunisini arrivati negli anni '60 e che ora costituiscono circa la metà dell'equipaggio degli oltre 350 pescherecci mazaresi. I pescherecci mazaresi praticano la pesca con le reti a strascico e restano in mare dai 30 ai 40 giorni di seguito. Pescano intorno all'isola di Lampedusa e al confine con le acque territoriali della Libia e della Tunisia. Nel canale di Sicilia hanno spesso incrociato barconi carichi di migranti africani, che tentavano di raggiungere l'Italia e l'Europa in un viaggio pericolosissimo. Secondo l'osservatorio Fortress Europe, al 1988 almeno 15.566 giovani sono morti nel mar Mediterraneo tentando di raggiungere l'Europa. Questo accade perché sono imbarcazioni vecchie, guidate da persone inesperte e sempre troppo piene: anche 300-350 persone per barche di 7-8 metri. L'arrivo in Italia degli immigrati via mare ha avuto un picco nel 2008, quando sono stati 36.951 gli sbarchi totali (34.540 nella sola Sicilia). Si tratta di giovani provenienti soprattutto da paesi dell'Africa Subsahariana (Eritrea, Etiopia, Somalia, Sudan, Costa d'Avorio, Nigeria, Ghana, Mauritania). Molti di loro fuggono da guerre e dittature e in Europa chiedono asilo politico. Solo in seguito all'accordo del 2008 tra l'Italia e la Libia, che prevede respingimenti in mare da parte delle motovedette dei due paesi, senza offrire ai migranti la possibilità di chiedere asilo, il numero degli sbarchi è radicalmente diminuito. Secondo il ministero dell'Interno, dal 1° agosto 2009 al 31 luglio 2010, sono stati 3.499 i migranti sbarcati sulle coste italiane. Negli ultimi anni i pescatori di Mazara, hanno a volte trovato nelle proprie reti cadaveri o resti di abbigliamento di migranti naufragati. Molti equipaggi di pescherecci mazaresi si sono resi protagonisti di salvataggi di emergenza a barconi di migranti, che con il mare in tempesta rischiavano di affondare. Questi pescatori hanno rischiato la vita in operazioni di trasbordo molto pericolose. Inoltre, ogni salvataggio determina per i pescherecci una perdita 2.000-3.000 euro (il costo del carburante e della giornata di lavoro persa) e non c'è alcun risarcimento pubblico. Nonostante la crisi del settore della pesca, molti pescatori di Mazara hanno portato a termine eroici salvataggi. Per questo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per I Rifugiati (UNHCR) ha nel 2006 istituito un premio chiamato “IN MARE – per chi salva vite umane”, che nel 2007 è stato vinto dal Capitano Vito Cittadino e dal suo equipaggio.

Festival: Trieste Film Festival - Gennaio 2013; Festival of Migrant Film (Slovenia) - Giugno 2013; EIFF Ecologico International Film Festival - Agosto 2013; Dhaka International Film Festival - Gennaio 2014; Fresco Film Festival (Armenia) - Giugno 2014. Premio speciale del pubblico al Festival del Documentario d’Abruzzo 2013; Premio “Religioni e Società” al Religion Today Film Festival 2013, Finalista al Prix Europa 2013; 5° classificato all’URTI International Radio and Television Union 2014. Sviluppato ad Eurodoc 2011. Realizzato con il supporto del Programma MEDIA Sviluppo e del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Acquisito da RAI Educational, DR 2 (Danimarca), SRF (Svizzera), YLE (Finlandia) e ZDF - Phoenix (Germania).